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Storico luglio, 2009

Sabato 25 luglio è terminata con il tutto esaurito la serie di serate effettuate presso il cortile di Santa Eufemia a Verona. Nella suggestiva cornice del chiostro un pubblico festoso ed entusiasta ha salutato la chiusura della nostra partecipazione alla rassegna TEATRO NEI CORTILI. Il lunghissimo applauso finale ed i numerosi richiami sul palco ci hanno emozionato e commosso: un grazie di cuore al pubblico veronese!

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Proseguono cn un successo che è andato oltre le aspettative le repliche de Un Cretino per l’Onorevole al Cortile del Chiostro di Santa Eufemia. Ringraziamo il meravigliso pubblico che ci accoglie ogni sera. Segnaliamo l’articolo di critica teatrale comparso oggi sul quotidiano di Verona l’Arena, che ha saputo cogliere alla perfezione il senso dela nostra realizzazione e che ci ha dedicato un lusinghiero apprezzamento, sia per la qualità del testo, che per l’interpretazione.

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Al Cortile di Santa Eufemia di Verona il debuto ufficiale de Un Cretino per l’Onorevole, che il quotidiano di Verona L’Arena ha presentato oggi sottolineando il filo conduttore che lega il nostro “cretino” al Francois Pignon di Veber.

Abbiamo chiesto all’autore una sintesi per gli amici del nostro sito:

Dopo Un Esilarante giorno di Follia, che abbiamo presentato ai cortili lo scorso anno, mi sono parecchio interrogato sull’opportunità di scrivere una nuova commedia o di scegliere qualcosa tra l’abbondante repertorio disponibile. Poi ho deciso di affrontare questa nuova sfida sostanzialmente perché è difficile coniugare il genere brillante con il desiderio di veicolare un “messaggio”. Il teatro teatro sembra vivere una sorta di dicotomia tra la comicità tout court e la cosiddetta produzione “seria”, che spesso è però anche… pesante, talora pretenziosa, inconciliabile con il desiderio della gente di evadere dalla già troppo drammatica realtà del quotidiano. Ho avuto più volte occasione di confrontarmi con chi sostiene che il mondo amatoriale avrebbe bisogno di un più ampio respiro e di prendere le distanze dalla leggerezza di un genere che pensa più alla “cassa” che a promuovere una cultura del teatro ed un’educazione ad esso. Io sono invece convinto che ogni tema, così come il senso drammatico dell’esistenza, possano e debbano essere raccontati con la leggerezza del sorriso.
L’obiettivo che mi sono posto con Un Cretino per l’Onorevole è stato quindi, prima di tutto, quello di creare con lo spettatore una relazione “benestante”, all’insegna del sorriso e della piacevolezza. Mi auguro poi, seppur con estrema modestia,  che diventi una pagina di buon teatro, recitato con dignità e presentato con eleganza e professionalità. Da ultimo, ma non ultimo, ho voluto offrire un’occasione di riflessione su un tema che caratterizza profondamente il momento che stiamo vivendo: la corruzione della politica e di molti tra coloro che rappresentano.
La  storia è ambientata in Francia per prendere una giusta distanza con la cronaca italiana e perché ho scelto di riportare in scena il Pignon di F. Veber, che abbiamo messo in scena nella Cena dei Cretini e ne Il Rompiballe. Pignon è l’antonomasia del cretino, ma rappresenta anche la genuinità delle persone semplici, un’ammirevole bontà (i tecnici direbbero empatia) e sprazzi di marcata intelligenza, doti che, nel modo troppo facile con cui siamo soliti catalogare le persone, creano stupore, perplessità, anche ammirazione e, lo vorremmo, desiderio di capire più che, e prime che, di giudicare.

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